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L'
INDIGENO:
E’ un prodotto innovativo che, per usare un ossimoro,
guarda al passato. La sua particolarità è legata all'assenza
di solforosa, l'antiossidante ad impiego enologico di maggiore
diffusione.
L'
anidride solforosa fece la sua apparizione nei primi anni del
'900 (creando non poche intossicazioni nei consumatori) e,
dopo un periodo buio, grazie alle successive evoluzioni
tecniche e tecnologiche, ma soprattutto allo studio
dell'impiego nel vino, negli anni '20 si arrivò all'avvio
della produzione industriale di solforosa per l'enologia.
Oggi
questa sostanza è divenuta una delle maggiori criticità per
i "tecnici" del vino che devono, attraverso una
serie attente valutazioni, garantire l'integrità del prodotto
in relazione alla previsione di "vita", per il vino
stesso, dosando correttamente il quantitativo di anidride
solforosa da impiegare.
In
controtendenza rispetto a questa logica, nasce l'INDIGENO ottenuto
da uve Raboso Piave a vendemmia tardiva; uve che vengono
pigiate e fatte fermentare in tino di legno, con macerazione
di circa 3 mesi, dove si evitano il contatto con l'aria ed i
rimontaggi; a questa fase segue una
pressatura soffice (con pressa automatica) e successiva sosta
in botte di legno, da 15 hl, per quasi 4 anni, per poi
completare il ciclo di maturazione con sosta di un anno in
bottiglia; il tutto con un'attenzione quasi maniacale per la
pulizia.
L'
azienda, nella sua sensibilità verso la salute del
consumatore, sceglie come alleato questo vitigno (il Raboso)
nel pieno rispetto della tradizione vinicola veneta. Il vino
Raboso accompagnava infatti le navi della Serenissima nelle
traversate per mare e, grazie alla sua particolare struttura
(acidità, alcolicità, tannini), riusciva a conservarsi
correttamente diventando, allo stesso tempo, merce di scambio
nei porti del Mediterraneo (dove si producevano vini molto
alcolici, ma poco acidi)
e bevanda "corroborante" che confortava i marinai
nel loro duro lavoro.
Il
prodotto odierno, lavorato come detto nel pieno rispetto delle
pratiche enologiche di un tempo, si presenta con colore rosso
rubino dai riflessi granati; all'olfatto è caratterizzato da
sentori di marasca, di prugna e di viola, tipici del vitigno
d'origine, seguiti da note legate all'affinamento tra cui
cacao, liquirizia, cuio; in bocca si veste delle sembianze
classiche del vitigno d'origine esprimendo austerità dettata
da una freschezza derivante dal connubio acidità-tannini.
Ma
la vera particolarità di questo vino risiede nel fatto che
pur presentando caratteristiche sempre molto simili, ogni
bottiglia fa storia a sè, creando, tutte le volte,
un'emozione diversa....
(Descrizione
tratta dalla presentazione enologica del prodotto esposta
nella serata del 28 marzo 2008 da MICHELE ZANARDO).
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