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Il Manzoni Moscato,
il raro Incorcio Manzoni 13.0.25 nato dal Raboso Piave


Nelle terre del piave, il vitigno più coltivato nella prima metà del presente secolo era il Raboso Piave e proprio verso questo vitigno si diresse l'attenzione dell'illustre professor Luigi manzoni, per lunghi anni Preside della Scuola di Viticoltura ed Enologia di Conegliano. Lo stimato scienziato voleva creare un nuovo vitigno, il quale, pur conservando le caratteristiche della pianta originaria (il Raboso), producesse un vino più morbido e gradevole.
   
 

Fra tutte le prove effettuate l'incrocio denominato I.M. 13.0.25 (era abitudine del professore chiamare i suoi nuovi vitigni solamente con le sue iniziali seguite da una fredda concatenazione numerica), sembrando il meglio riuscito, fu fatto impiantare in un appezzamento attiguo alla Cantina Sociale di Tezze, diretta dall'allora enotecnico Giacomini, che ne seguì l'evoluzione e cominciò a produrre il suo vino. Questo fu più che appagante per il professor Manzoni che ritenne concluso il suo compito.
Qualche anno dopo, non trovando questo vino conveniente utilizzazione nella Cantina Sociale, fu venduto ad Avellino Da re, un operatore economico, che se ne era innamorato. Gli diede poi giusta valorizzazione commerciale e, temendo che la vigna di Tezze di Piave andasse estirpata, ne creò una dei nuova nella sua azienda di Fontanelle. In anni più recenti infine il giovane enotecnico Renzo Da Re ebbe la felice idea di passare il nuovo vino in autoclave, ottenendo l'attuale interessante vino spumante dolce. A tutt'oggi l'Incrocio Manzoni 13.0.25 ha ottenuto l'identificazione nominale come Manzoni Moscato. E' un vino di un bel Rosa intenso, tendente ad un rosso rubino molto scarico con riflessi violacei, brillante, ha un gradevole profumo di moscato ed è gradevolmente acidulo.

Da "Civiltà della Vite e del Vino nel trevigiano e nel veneziano"
di G. Rorato - Ed. Acelum.

 

Il Professor Manzoni

 

 
 

Nella foto Luigi Manzoni
 
Nel 1912 si laureò in Scienze Agrarie all’Università di Pisa ed il I° novembre dello stesso anno venne assunto dalla Scuola di Conegliano come assistente e in seguito titolare, della cattedra di Scienze e Patologia vegetale. Nel giugno del 1933 divenne Preside e lo fu fino al 30/09/1958 (ci furono due interruzioni: nel 1944-45 si allontanò per le persecuzioni fasciste e nel 1946 perché reggente per qualche mese ad Alba).
Suo il merito della ripresa della Scuola nel secondo dopoguerra come pure della costituzione della Unione ex Allievi.

 
 

Accanto all’opera del docente, sviluppò quella del ricercatore e dello sperimentatore. Il suo lavoro di ricerca è documentato da una settantina di pubblicazioni; ben noti i lavori di anatomia della vite corredati dalle sorprendenti microfotografie e quelli sui consumi idrici delle piante, questi eseguiti in collaborazione con il prof. A. Puppo. Dedicò i suoi studi anche alle patologie della vite ed alla genetica, realizzando con successo i famosi “Incroci Manzoni”. Molti furono i titoli che conseguì e le sue ricerche.
Fu anche Sindaco di Conegliano dal dicembre 1946 al febbraio 1949 e a lui Conegliano ha intitolato una via.


Dal sito della Scuola Enologica di Conegliano.
www.scuolaenologica.it

 
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