La Strada dei vini del Piave

La Strada dei Vini del Piave è un percorso ricco di iniziative culturali, turistiche ed enogastronomiche, ed è soprattutto il sentiero dei grandi vini della Marca.
Dal Castello di Conegliano a tutta la fertile pianura attraversata dal largo corso del Piave. San Polo di Piave una delle capitali del vino Raboso, si estende sulla sinistra del fiume. Qui nella chiesa di San Giorgio come a Mareno di Piave nella chiesa di San Pietro al Bosco, cicli di affreschi mostrano accanto al vino rosso sulla tavola dell’ultima cena, dei gamberi e anche del vino bianco.In questo senso da non dimenticare è Vazzola, vero scrigno d’arte sacra con pale d’altare e affreschi. In questa terra da sempre nota per la sua spiccata vocazione vitivinicola, merita fermarsi a Tezze dove, nella prima metà del secolo scorso, è stata creata una viticoltura pionieristica, oggi in disuso, nei vasti vigneti della famiglia Bellussi. È qui che sono nati i vigneti “alla Bellussi”.
Passando per la medioevale Portobuffolè la Strada giunge a Oderzo, famosa per la sua eccelsa agricoltura. Ci si immette poi sulla Statale Postumia e si giunge a Motta di Livenza, una delle “capitali” del vino trevigiano. L’area mottense è particolarmente importante per la coltura della vite: era, nella prima metà del secolo scorso, luogo d’incontro fra la coltivazione del Raboso Piave e quella del Raboso Veronese, che poi s’estendeva fino a San Donà di Piave in provincia di Venezia. Qui è iniziata anche la coltivazione del Verduzzo e del Malbech. Si continua poi nei paesi di Chiarano e Cessalto con le numerose ville venete fra cui la palladiana Villa Donegal. Quindi si attraversa il territorio di Salgareda, una delle più qualificate terre enoiche della pianura italiana, che, assieme alla frazione Campo di Pietra, è il cuore della Doc Piave in special modo per il Raboso.
Superato il fiume, la strada piega verso Zenson di Piave, Monastier e Roncade.
 

Monastier nel X secolo era uno dei maggiori centri di cultura vitivinicola del trevigiano, grazie ai monaci benedettini e alla loro esemplare agricoltura. Si arriva quindi a S. Biagio di Callalta, Breda di Piave e Maserdada sul Piave.
Successivamente, per giungere a Cimadolmo, si attraversano le Grave di Papadopoli. Un’estensione di 750 ettari abbracciata dai due rami divaricati del Piave, una sorta di isola quindi, dove oggi l’attività agricola arrivata agli inizi del ‘900, ha portato vigne e prodotti agricoli unici, tra cui il celebre asparago di Cimadolmo, che hanno reso celebre questo pezzo di terra.
Torniamo a San Polo di Piave, cuore pulsante della vite del Piave ed in particolare del Raboso, dove si ammira la chiesa di San Giorgio, sorta probabilmente verso l’VIII secolo, in epoca longobarda e successivamente ampliata. L’interno è arricchito da un cospicuo ciclo di affreschi, fra i quali spicca l’Ultima Cena, di un anonimo pittore che tuttavia ha lasciato la data del 1466. L’opera mostra una tavola imbandita con gamberi di fiume, pesce d’acqua dolce, vino rosso in abbondanza e una bottiglia di vino bianco, prodotti caratteristici della zona oggi come nel XV secolo.
Vicino c’è il Tempio di Ormelle, con la chiesa monumentale dei Cavalieri Templari, in realtà eretta dall’ordine dei Cavalieri di Malta, edificio del XII-XIII secolo. La chiesa è immersa e quasi nascosta in una vasta estensione di vigne.
Dopo San Polo la Strada si dirige a Santa Lucia di Piave, centro famoso per l’antichissima fiera agro alimentare, che è divenuta a tutti gli effetti un punto di riferimento per i prodotti tipici.
Infine, vicino le colline, verso Ovest il Castello di San Salvatore di Susegana ed a Nord la città ed il Castello di Conegliano.